I LIBRI NELLA STORIA

Menestrelli e cantastorie per secoli hanno tramandato oralmente l’antica saggezza popolare, i dotti conoscevano già la scrittura quale forma di conservazione del sapere ma solo ai pochi era data la possibilità di accedervi. La produzione amanuense dei libri antichi fu un’arte straordinaria – che ha permesso di conoscere usi e costumi degli antichi – di gusto e raffinatezza uniche, manoscritti finemente miniati di amanuensi perlopiù di estrazione ecclesiastica. L’avvento della stampa nel XVI ha permesso una progressiva estensione a macchia d’olio di testi e trattati di varia matura dando avvio a quella che ora chiamiamo editoria. Per diverso tempo la produzione libraria fu comunque un prodotto di nicchia dati i costi consistenti di produzione e la limitata platea a cui il prodotto era rivolto, di fatto i pochi in grado di leggere e scrivere del tempo. I libri stampati tra ‘500 / ‘600 / ‘700 continuavano ad essere di ottima fattura con rilegature importanti, stampati su carta di ottima qualità e corredati spesso da incisioni/miniature a impreziosire il tutto.

Con l’avvento dell’industrializzazione nella seconda metà del ‘800 anche il mondo dell’editoria cartacea si evolve, si affinano i macchinari di produzione per avere una tiratura sempre maggiore, si punta alla produzione massiva a prezzi più contenuti per poter raggiungere una platea allargata di fruitori. La qualità dei materiali ne risentì indubbiamente: si doveva utilizzare una carta più economica, le rilegature fatte a macchina era di qualità inferiore e gli abbellimenti artigianali/artistici furono spesso accantonati.

Nel ‘900 l’editoria raggiunse il suo apice a livello di produzione, la progressiva alfabetizzazione e gli indubbi progressi economici del ceto medio/basso della popolazione hanno concesso alla maggioranza di acquistare e leggere un libro oltre alla possibilità di poter scrivere e pubblicare i propri.

L’avvento del XXI secolo con l’esplosione di internet e della tecnologia porta a un accantonamento dei supporti cartacei, le nuove generazioni sempre più spesso non conoscono l’arte, il gusto e la raffinatezza celata dagli antichi libri. Sfogliare, sentire il peso di ogni singolo foglio di carte, ammirare un’opera antica con il suo fascino e i suoi difetti credo sia tutt’ora impagabile per i nostalgici del passato.

Il processo digitale credo sia irreversibile ma questo non deve necessariamente inghiottire e sminuire il glorioso passato dei libri cartacei e nel mio piccolo cerco di contribuire a dare nuova vita a libri antichi e non per quanti possano apprezzare.